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Parliamo VERAMENTE di plastica

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Allora, quale scegliereste: plastica o carta ?

Questa domanda sta diventando tema di grande dibattito: quando si tratta di mettere in busta le verdure che avete comprato, scegliereste una busta di carta o di plastica ? Sembra che sia una scelta facile, tuttavia ciascun tipo di busta presenta molti aspetti positivi e negativi. Dalla durevolezza e riutilizzabilità ai costi legati ai cicli vitali, le buste di plastica e di carta sono molto più di quanto possa sembrare. Diamo un’occhiata all’impatto ambientale di entrambi i tipi di buste.

Plastica o carta – fatti e numeri a confronto

Molti ritengono che le buste di carta siano molto meno nocive per l’ambiente di quelle di plastica perché la materia prima della carta è il legno che è una onesta risorsa organica e rinnovabile, mentre la materia prima della plastica è il petrolio o il gas naturale, che è una risorsa non rinnovabile ottenuta attraverso un processo chimico. Se teniamo conto dei processi di produzione di entrambi i materiali, tuttavia, la produzione delle buste di carta sembra essere molto più nociva per l’ambiente della produzione di quelle di plastica. Una difficoltà del confronto fra fatti e numeri è che vi sono veramente tante sorgenti di dati tratte da studi diversi. Qui di seguito si fornisce una panoramica comparativa fra la produzione delle buste di plastica e quella delle buste di carta (1).

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Come si può vedere l’acqua è necessaria per entrambi i processi di produzione, tuttavia ne sono necessari 220 litri per l’ottenimento di 1000 buste di plastica a confronto con 3800 litri di acqua per la produzione dello stesso numero di buste di carta(1). Inoltre, con riferimento al consumo di energia e all’emissione di gas serra nel corso del processo di produzione, la busta di plastica risulta migliore.

Per la sostituzione con buste di carta di tutte le buste di plastica usate nell’Unione Europea in un anno sarebbe necessario tagliare 2,2 milioni di alberi in più, cosa che equivale alla deforestazione di 110 Km2. Se si usa legno proveniente da una foresta sostenibile (dove ogni anno si taglia il 5% degli alberi adulti, a cui segue l’impianto di nuovi alberi), allora sarebbe necessaria un’area leggermente più piccola del Granducato di Lussemburgo (2) e il consumo di 156 miliardi di litri di acqua all’anno in più (equivalenti a 60,000 piscine olimpioniche).(3)

In uno studio ordinato dalla catena internazionale di vendita al dettaglio Carrefour Group(4) nel 2005 si è confrontato l’impatto ambientale delle buste di plastica con quello delle buste di carta. Si è tratta la conclusione che nel complesso le buste di plastica fossero meno nocive per l’ambiente delle buste di carta e i vantaggi di queste aumentavano con l’aumentare del loro riutilizzo.

Il riciclo: la carta a confronto con la plastica

Il riciclo delle buste di carta o di plastica non si ottiene mediante un processo semplice. Perché sia riciclata la carta raccolta deve essere per prima cosa nuovamente ridotta in poltiglia, la pasta di carta, con l’impiego di molti prodotti chimici per sbiancarla e per separarne le fibre. Poi si puliscono, si controllano e selezionano queste fibre per assicurarsi che siano prive di contaminanti. Alla fine le si lavano prima che vengano sottoposte a pressione e calandrate ancora una volta per l’ottenimento di carta. In Europa al momento attuale la proporzione di carta che si riesce a riciclare è pari a 70% circa grazie a raccolte di carta municipali; ogni anno in Europa si raccolgono più di 60 milioni di tonnellate di carta usata (5).

Per il riciclo la plastica deve essere fusa e stampata nuovamente; questo si traduce in prodotti che, la seconda volta, sono di qualità inferiore. Per questo motivo la plastica viene spesso trasformata in forme meno funzionali. In tutta Europa il riciclo e il recupero di plastica è in aumento costante, trainato dalla promulgazione di leggi più severe e dalla determinazione di obiettivi più stringenti da parte della UE (6). Nei Paesi Bassi la campagna sul riciclo de “gli Eroi della plastica” ambisce a riciclare in maniera efficiente il 42% di tutti gli imballaggi in plastica entro il 2012. Sebbene sia necessario il 91% di energia in meno per il riciclo di un chilogrammo di plastica rispetto a quello di un chilogrammo di carta (7), ci si deve sempre assicurare che i flussi di riciclo vengano stimolati e migliorati per ridurre il mono-uso delle buste e per il risparmio di risorse preziose. Se le società in tutti i Paesi d’Europa fossero più responsabili relativamente al riciclo di plastica in questo modo se ne potrebbe re-impiegare in maniera efficiente una enorme percentuale.

L’immagine negativa della plastica

Ogni anno in tutto il mondo si consuma una quantità fra 500 miliardi e un trilione (mille miliardi) di buste di plastica (8). Di queste milioni finiscono nel flusso di rifiuti al di fuori delle discariche pubbliche (secondo le stime si parte da meno di 1-3 % delle buste (9)) e questa è una delle ragioni per le quali le buste di plastica ricevono tale pubblicità negativa. Buste di plastica strappate e lacerate impigliate negli alberi, incastrate nelle fogne e trovate trasportate dalle correnti negli oceani stanno causando problemi reali: immagini vivide di delfini, tartarughe e pinguini uccisi dall’ingestione di plastica hanno sollevato l’indignazione generale. Per queste ragioni alcuni Stati membri dell’Unione Europea hanno attuato diverse misure per affrontare l’uso in aumento di buste di plastica e l’inquinamento del quale queste sono causa. L’Irlanda e la Danimarca hanno imposto tasse sulle buste, mentre i commercianti Belgi e Francesi fanno pagare una quota che serve a finanziarne la raccolta e il riciclo. Il Governo italiano ha fatto un ulteriore passo in avanti con l’introduzione di un divieto totale sull’impiego delle buste di plastica.

E’ necessario essere più responsabili

L’imposizione secca di tasse o di divieti di uso delle buste di plastica può ridurre la quantità di buste di plastica impiegate, tuttavia la sostituzione di queste, per esempio, con buste di carta causerà un aumento delle emissioni di carbonio e del consumo di energia per il taglio, la stampa, l’imballaggio e il trasporto di queste. Una buona soluzione è quella di riutilizzare buste di plastica o di carta molte volte per il trasporto di ortofrutta e quindi di riciclarle come buste per la spazzatura. L’investimento in buste per la spesa riutilizzabili di alta qualità o di una cesta di plastica pieghevole offre una soluzione più sostenibile. La soluzione più efficace è naturalmente che le persone siano responsabili dei propri rifiuti e che facciano attenzione a una idonea separazione di questi e a giuste azioni di riciclo così che si possa evitare di imbattersi in buste che svolazzano nel nostro ambiente naturale e che sono trasportate dalle correnti degli oceani. La plastica si deteriora difficilmente nell’ambiente naturale; perfino la carta può impiegare settimane o perfino mesi per decomporsi (10).

E’ solamente attraverso un’adeguata gestione dei rifiuti che possiamo impedire un aumento delle “zuppe” di plastica nei nostri oceani. Alla 5a Conferenza Internazionale sui Detriti Marini (International Marine Debris Conference) (11) tenutasi a Honolulu nel Marzo 2011, i rappresentanti di organizzazioni della plastica da tutte le parti del mondo hanno sottoscritto un’iniziativa tesa a prevenire la formazione di detriti marini. Lavoreranno con la comunità scientifica e con i ricercatori per valutare la portata, le origini e l’impatto della spazzatura in mare e le soluzioni per evitarne la formazione, in particolare in comunità e in Paesi che si trovano sui nostri oceani e bacini imbriferi. In Europa, attualmente, si stanno pagando i pescatori perché raccolgano i rifiuti marini trovati in superficie, in particolare i rifiuti di plastica, impiegando bomi progettati all’uopo (12). Questo progetto pilota è stato realizzato dai Convertitori di Plastica Europei (European Plastics Converters) (un’associazione commerciale di livello europeo) e sostenuto finanziariamente dal Fondo Europeo per la Pesca. Questa inziativa aiuterà a salvare la vita marina, con la contemporanea pulizia degli oceani. A conti fatti tuttavia l’iniziativa di smaltire la spazzatura in maniera adeguata parte da VOI !

Citazioni

(1) Plastics' contribution to climate protection

(2) Sur la base de l'étude Denkstatt « The impact of plastics on life cycle energy consumption and greenhouse gas emissions in Europe », PlasticsEurope, 2010

(3) Sur la base de « Life Cycle Assessment for three types of grocery bags », par Boustead, 2005

(4) The Scottish Government: publication

(5) Paper Online: Paper recovering and recycling

(6) The Plastics Portal: Recovery & recycling of PET

(7) Reuseit.com: Myth: Paper is Better Than Plastic

(8) Copperwiki.org: Plastic bags

(9) National Geographic: Are Plastic Grocery Bags Sacking the Environment?

(10) Ansers.com: How long does paper take to decompose?

(11) (Marine Debris Solutions: Global Plastics and Plastic Product Producers Take Action on Marine Litter)

(12) Waste free oceans